Documento
Approvato
dal
Circolo dei Decani
SETTA degli OSCURI STREGONI
STORIA
Molto tempo fa, in un tempo ormai sepolto dalla povere della storia, si consumò
una di quelle vicende di cui spesso si legge solo nei libri di fantasia, ma non
per questo irreale.
Un’umana, che le cronache descrivono bella e potente, si innamorò di un
condottiero di draghi. Il connubio tra i due cavalcò gli anni e le guerre, e la
donna passò sempre più tempo col suo compagno e in armonia con i draghi
stessi.
Si perdono nel tempo quelli che furono i dettagli della storia seguente.
Quello che è certo è che a distanza di poco tempo la donna diede alla luce due
figli: un umano, nato dalla relazione della donna con il condottiero e un
dracoide, figlio del legame con un drago verde.
Alcuni dicono che essa fu profanata da un drago in forma umanoide, compagno del
più acerrimo nemico del suo amante, per punizione, per colpirlo dove egli era
più debole.
Altri ancora sostengono che la donna, irretita dalla potenza dei draghi, riuscì
a compiere un sortilegio talmente potente da indurre un drago verde, in forma
umanoide, a cedere alle sue lusinghe.
La verità nella storia non è in mano di nessuno. Ciò che accadde si perse nei
tempi, e miti e leggende contaminarono le cronache.
Ma restano impressi, nelle pergamene e nelle voci di chi tramanda la storia, i
passi dei due figli.
L’umano crebbe, percependo nel fratello un enorme forza magica, naturale,
innata. E studiò per anni ed anni solo per avvicinarsi a quel potere, per
sfiorarlo, continuando ad invidiarlo da lontano. Quella potenza era solo
immaginabile ed incredibilmente attraente.
L’ostinazione e la sete di potere dell’umano, uniti alla sua invidia, lo
resero sempre più malvagio e deciso. Con un solo obiettivo: ottenere quel
potere, percepire quella magia istintiva e congenita. E gli esercizi diedero i
loro frutti.
Fu così che riuscì a realizzare un rituale magico, malvagio ed oscuro, che unì
il sangue dei due fratellastri e ne mischiò le esistenze; inutile ormai quella
del fratello dracoide, l’umanò lo privò anche della vita.
Ora Shaytan Surah, questo il nome dell’umano, possedeva quella capacità tanto
a lungo bramata: poteva far tremare la natura circostante, utilizzando
l’energia che compone la realtà stessa, senza lunghi studi, solo utilizzando
se stesso e la sua volontà, il suo intuito e la pratica.
Divenne così il capostipite della Setta degli Oscuri Stregoni, casta che nei
secoli a seguire mantenne alto il suo nome e la sua missione originaria,
perfezionandosi in quel potere, fino a dimorare per lunghi e vivaci anni in una
città ove essa scelse di porre la propria dimora.
Appartiene alla Storia il racconto delle gesta degli Stregoni in questo periodo.
Al ricordo più recente quello che si rammenta come il tempo de i “Giorni
dell’Assenza”, pervasi dal dolore e dal dubbio che fosse giunta la fine
ultima di una dinastia nata nel potere arcano.
Malvolentieri, gli Stregoni ricordano che quando il nemico più antico della
città tornò a far gravare anche sull’Arte Magica la minaccia della
distruzione, si premurò di cercare chi coltivava il sogno di far nascere il
solo Potere che ancora Lot non aveva veduto: un conclave di tutte le gilde
magiche che abitavano l’antico Granducato, per instaurare un potere magico che
sapesse primeggiare sul potere temporale.
Ed il nemico atavico che mai si era mostrato spaventato, per una volta forse lo
fu. Lo stregone Honorius, unico temuto nemico della città intera, colpi la
Setta prima che sorgesse nuovo Potere, fermandone il passo da gigante che
avrebbe fatto camminare la Magia oltre ogni potenza terrena. Nell’affinità
malvagia con chi crea la Magia d’istinto, egli scelse chi a quel medesimo
istinto attingeva: privò la Domina Ghael, guida della Setta al tempo, del
potere che la muoveva e che nutriva ogni Stregone.
Seguirono quindi i Giorni dell’Assenza. Nessuna pulsione rendeva ancora gli
Stregoni degli eletti in quelle terre, nessun Potere plasmavano più le loro
emozioni e le loro mani. Privi del nutrimento dell’Ars Arcana, la Setta trovò
in un sogno simile ad altri decaduti l’oracolo che forse li avrebbe guidati lì
dove il loro Dono poteva ancora risplendere.
Nella fame e nel freddo, nell’inverno più doloroso che la loro storia
ricordi, gli Stregoni camminarono al fianco dei loro alleati per ritrovare se
stessi e quanto li rendeva unici nella Magia. Marciarono al ritmo della
sofferenza e della speranza, esuli perfino a se stessi, coprirono distanze
immense al richiamo dei sensi e del sangue.
E, nel nome di Notte, Fuoco e Morte, trovarono il Granducato di Lot.
ARTICOLO 1 – Definizione
La Setta degli Oscuri Stregoni è una Corporazione a carattere magico di
allineamento negativo.
ARTICOLO 2 - Scopo generale
La Magia è il nucleo vitale di uno Stregone, il suo primo pensiero e respiro.
Per questo, l’innalzamento a nuovi e superiori livelli di Potere magico è suo
obiettivo imprescindibile. Nel patrimonio di esperienza dei Maestri della Setta
ogni membro trova, attraverso la pratica, via per la propria ascesa individuale,
che non potrebbe trovare in solitudine; per questo la coesione della Setta va
difesa da ogni minaccia interna od esterna. Attraverso i propri appartenenti,
allo stesso modo, la Setta mira all’acquisizione della supremazia magica e ad
un peso politico, che possa indirizzare di volta in volta a proprio vantaggio le
scelte. Per il medesimo scopo la corruzione dei cittadini del Granducato è uno
degli scopi della Setta.
ARTICOLO 3 - Stile e Comportamento
- Stile:
Lo stregone percepisce l’Ars Magica istintivamente, si potrebbe dire per
“ispirazione artistica”. Similmente a come un musicista trae melodia e
armonia, facendo vibrare l’aria col proprio strumento, così lo Stregone
coglie col proprio intuito istintuale i nodi d’energia nel tessuto dell’Ars,
che permea la realtà circostante, e ne genera gli incanti col proprio
strumento, se stesso. Fortemente consapevole della propria superiorità di
artista della magia, vive un’esistenza di pura ambizione, ostentando
attraverso la parola, il comportamento e la stessa “creazione” di incanti,
di cui mai è parsimonioso, il proprio orgoglio. Unicamente alla Setta egli è
leale, poiché in essa egli trova protezione, nuove vie al Potere ed un fronte
comune, pur nel proprio accentuato individualismo. Il resto del mondo è per lui
volgo, che può divenire di volta in volta strumento virato ai propri scopi,
sacrificabile ai propri obiettivi senza pietà o rimorso alcuno.
- Comportamento:
Il comportamento di uno Stregone deve essere formalmente rispettoso nei
confronti delle leggi e delle autorità del Granducato di Lot, poiché solo
inserita nella struttura sociale della città la Setta può vivere e prosperare.
- Saluto:
Il saluto ufficiale della Corporazione è “Valar Morghulis”. La risposta
corretta al saluto ricevuto è “Valar Doaheris”.
- In attuazione della Norma sulla Tutela: il comportamento degli Stregoni tutti
deve rispettare l`allineamento della Corporazione e della propria razza, ma in
nessun caso sono giustificate le violenze su minori o la esibizione gratuita e
immotivata di violenza ai danni di inermi cittadini del Granducato di Lot.
ARTICOLO 4 -Cariche e responsabilità
- Gerarchia
DOMINA ARCANI
Maestra e guida degli Stregoni, è colei che ha raggiunto piena comunione con
l’Ars Magica.
DEACONUS ARCANI
Il secondo grado più alto fra gli Stregoni, il Deaconus è il più saggio ed
esperto dopo la Domina.
PRIMUS CUSTOS NOCTIS/IGNIS/MORTIS
Stregone che ha raggiunto perfetta padronanza dei Misteri della propria Scuola,
senza esserne più corrotto.
DELIRIUM ARCANI
Stregone che l’ambizione di Potere ha fatto spingere oltre i propri limiti;
corrotto irrimediabilmente dal Caos in cui ha voluto scrutare, è per questo
costantemente assillato da visioni, sogni, frammenti di Caos puro che non può
controllare.
PRAECEPTOR ARCANI
Precettore degli Stregoni, ha particolare sensibilità nello scoprire in chi
risieda il dono della Magia, e quindi il compito di guidarne i primi passi sulla
via della Stregoneria.
VOX NOCTIS/IGNIS/MORTIS
Maestro di una delle tre Scuole e depositario dei Misteri della stessa. A lui il
compito di addestrare gli Stregoni nel ramo dell’Arte da loro scelto, sotto la
direzione del Primus di Scuola.
CUSTOS NOCTIS/IGNIS/MORTIS
Membro di una delle tre Scuole, custode dei suoi Misteri.
CUSTOS ARCANI
Giovane Stregone che può scegliere di rimanere tale o di specializzarsi in una
delle tre Scuole.
DISCIPULUS ARCANI
Il Discipulus è colui che, ritenendo di possedere il dono innato dell’Ars
Arcana, viene accolto in Setta ove, sotto l’attenta guida e valutazione dei
superiori, ne vengono verificate potenzialità e capacità.
ARTICOLO 5 - Meccanismi decisionali
L’Oscuro Concilio è il cerchio di Stregoni superiori che regge le sorti della
Setta. Si riunisce ogni volta sia necessario, per stabilire i meccanismi di
politica interna ed esterna della Setta.
Ne fanno parte i membri di grado superiore, ovvero:
- la Domina Arcani, che lo presiede
- il Deaconus Arcani
- i Primi Custodes
- i Praeceptores Arcani
All’Oscuro Concilio vengono delegate anche le decisioni in termini di sanzioni
disciplinari, sebbene la decisione ultima spetti solo alla Domina Arcani, che ha
potere di agire anche senza consultazione o approvazione del Concilio.
ARTICOLO 6 - Requisiti di ammissione
I requisiti per entrare in gilda sono:
- almeno 4 mesi di permanenza nel Granducato di Lot
- esser dotati di brillante intelletto
- possedere una scheda personale consona alla via che si chiede di intraprendere
- la presentazione di uno scritto in cui viene dettagliatamente narrata la
storia personale
- il superamento di una prova, o colloquio, a discrezione dei Praeceptores
- per questioni di incompatibilità, di indole e di natura, sono esclusi gli
appartenenti alle razze: Angeli, Fate, Tallmuld, Kendot, Gnomi, Hobbit e Nani,
salvo eccezioni a discrezione della Domina Arcani.
La Domina Arcani ha potere di veto sull’ingresso in Setta degli Aspiranti che
pure abbiano soddisfatto i precedenti requisiti.
ARTICOLO 7 – Carriera
Valutate le predisposizioni di ciascuno, la Mutazione di grado o incarichi
avviene solo se si dimostra dedizione alla gilda e presenza costante e valida.
La decisione ultima spetta comunque alla Domina Arcani, così come ogni
provvedimento relativo ad allontanamenti o degradi.
ARTICOLO 8 - Dimissioni / Espulsioni
Un membro della Setta, su decisione della Domina Arcani e dei membri
dell’Oscuro Concilio, può venire allontanato in via temporanea o definitiva
dalla Setta stessa se:
1. Ignora o contravviene ad un ordine di un suo superiore.
2. Richiede adesione ad altra Corporazione o Mestiere.
3. Presenta un progetto di Corporazione Al Circolo dei Decani.
4. Viene esiliato dal Granducato di Lot.
5. Si comporta in modo non adeguato alla sua appartenenza alla Setta o
contravviene alle regole del Granducato di Lot.
6. Risulta inadempiente ai propri doveri di Corporazione, o non si dimostra
interessato alle attività della stessa.
7. Non frequenta il Granducato di Lot per un lungo periodo senza essersi
giustificato con la Domina Arcani.
8. Manca di rispetto ad un Confratello ed in particolare ad un suo superiore.
9. Diffonde pubblicamente o a terzi notizie private della Corporazione.
Qualora un membro della Setta decida di rassegnare le dimissioni di sua
spontanea iniziativa dalla stessa, egli dovrà presentare la motivazione alla
Domina Arcani, la quale deciderà se accettare o meno le dimissioni.
Dalla data di allontanamento o dimissioni non si potrà fare rientro in Setta
prima che siano trascorsi sei mesi, ad eccezione di straordinarie concessioni
della Domina Arcani.
ARTICOLO 9 – Magia
Vedere allegato, “Oscuro
Tomo”.